Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 20 × 15 cm |
|---|---|
| Testi di | Lorenzo Cipriani, Roberto Carifi |
| Anno | 2010 |
| Lingua | Italiano |
| N. pagine | 96 |
| Legatura | Cartonato |
| Stampa | Grafica Lito |
20,00 €
Nel volume viene proposta una serie inedita di acquerelli di Umberto Buscioni associata ad alcune liriche di Nicola Marchi. Buscioni nell’intervista a Lorenzo Cipriani sostiene che «L’acquerello è per sua natura estraneo al “gigantismo” pittorico dei nostri tempi. Parlo soprattutto dell’Italia. In pochi hanno dipinto acquerelli, perlopiù concepiti come abbozzi, appunti, studi preparatori. Quasi mai come opere vere e proprie. Ho cominciato a utilizzare questa tecnica alla fine degli anni Settanta. Dell’acquerello mi esaltano la leggerezza, l’ariosità, la trasparenza. Tengo anche a evidenziare come per me gli acquerelli siano opere con in sé uno spazio, sia pure ridotto; lo spazio, in certo modo miniaturizzato, dei grandi quadri». «Nicola Marchi – dice Roberto Carifi – è uno di quegli artisti poliedrici che vagano da un’arte all’altra senza mai perdere le proprie caratteristiche. Marchi è conosciuto per essere un chitarrista classico, e i suoi doni di classicità sa metterli in versi con ottimi risultati. Ho parlato di classicità invece che di lirismo intanto, perché la classicità attraversa il tempo e lo spazio. Parlerei di un tempo mitico, di un tempo prima del tempo, di un tempo eterno prima del tempo storico. Anzi parlerei di un non-tempo, di un cielo vicino e lontano dove tutto può essere detto, cantato, dove ogni cosa è spostata dal mito e avvengono miracoli».
| Dimensioni | 20 × 15 cm |
|---|---|
| Testi di | Lorenzo Cipriani, Roberto Carifi |
| Anno | 2010 |
| Lingua | Italiano |
| N. pagine | 96 |
| Legatura | Cartonato |
| Stampa | Grafica Lito |